{"id":5231,"date":"2017-06-30T00:00:00","date_gmt":"2017-06-29T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/192.168.2.57\/index.php\/2017\/06\/30\/home_n2_2017-2\/"},"modified":"2024-07-02T16:29:00","modified_gmt":"2024-07-02T14:29:00","slug":"home_n2_2017-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/2017\/06\/30\/home_n2_2017-2\/","title":{"rendered":"Maurizio Ferraris"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-content\"><div>\n<div><strong><img decoding=\"async\" dir=\"ltr\" style=\"width: 154px; float: left;\" title=\"ferraris\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/ferraris.jpg\" alt=\"ferraris\" \/>Professor Ferraris, il suo nome \u00e8 legato all\u2019affermazione dell&#8217;autonomia\u00a0ontologica\u00a0della sfera degli oggetti sociali (regolata dalla legge costitutiva \u201coggetto = atto iscritto\u201d) per teorizzare che \u201cniente di\u00a0sociale\u00a0esiste fuori del testo\u201d (cd. <\/strong><strong>documentalit\u00e0<\/strong><strong>). Nel mondo della esplosione della scrittura si pu\u00f2 davvero sostenere che \u201ccon le nuove tecnologie tutti possono fare tutto\u201d?<\/p>\n<p><\/strong><\/div>\n<div>Pensare che tutti possano fare tutto \u00e8 come pensare che tutti possano sapere tutto. In linea di principio non \u00e8 impossibile, ma in realt\u00e0 le cose vanno diversamente: io so un po\u2019 di filosofia e qualche altra cosa, mi sono anche occupato filosoficamente di documenti, ma di qui a pensare che possa mettermi a fare degli atti giuridici ne corre. E sospetto che molti altri italiani si trovino nelle mie stesse condizioni. I documenti dovrebbero essere trattati da professionisti preparati a far questo; ci\u00f2, indubbiamente riduce la conflittualit\u00e0 e l\u2019arbitrio, e questo \u00e8 gi\u00e0 molto, per una collettivit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Quali sono le conseguenze della sua visione del mondo digitale sui concetti di \u201csoggettivit\u00e0\u201d e di \u201cdocumento&#8221;?<\/p>\n<p><\/strong><\/div>\n<div>Di fatto, l\u2019enorme crescita dell\u2019archivialit\u00e0 che ha caratterizzato le nuove tecnologie ha comportato una delocalizzazione dei documenti (il biglietto del teatro \u00e8 su carta, nel telefono, dappertutto) e soprattutto una proliferazione di documenti. E-mail, sms, una quantit\u00e0 di tracce che un tempo erano volatili come le parole ora restano, e possono essere adoperate per gli scopi pi\u00f9 svariati, e in generale problematici. Proprio questa circostanza richiede che le procedure di verifica e di validazione vengano accresciute. Pensare che gli archivi parlino da soli e abbiano automaticamente un valore giuridico non \u00e8 meno illusorio che pensare che per suonare Bach basti avere lo spartito.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Ci sono dei \u201cpericoli\u201d in una prospettiva di dominio della tecnologia nei processi di dematerializzazione dei documenti?<\/p>\n<p><\/strong><\/div>\n<div>Basti pensare alla proliferazione. Pi\u00f9 telefonini che umani. Met\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 sul web. 64.000.000.000 e-mail al giorno. 22.000.000 tweet. 1.000.000 di post. L\u2019espressione \u201cWorld Wide Web\u201d pu\u00f2 essere presa alla lettera, dal momento che il web costituisce un modello attendibile del mondo sociale &#8211; uno spaccato di una umanit\u00e0 globalizzata e non pi\u00f9 eurocentrica, e che nel giro di pochi anni \u00e8 destinata a crescere e forse addirittura saturare la totalit\u00e0 degli spazi sociali del pianeta. In questo contesto, la riflessione su che cosa conta come documento e i processi di validazione dei documenti diventano cruciali, se non vogliamo che il World Wide Web diventi il Wild West Web.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo numero risponde alle nostre domande Maurizio Ferraris, Professore ordinario di filosofia teoretica presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell&#8217;Educazione dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Torino  e Presidente del LabOnt (Laboratorio di Ontologia).<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","footnotes":""},"categories":[201],"tags":[424],"class_list":["post-5231","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-3-domande-a","tag-newsletter-infonews-del-30-06-2017-n-2"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5231"}],"collection":[{"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5231"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5231\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5947,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5231\/revisions\/5947"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}