{"id":5175,"date":"2014-03-25T00:00:00","date_gmt":"2014-03-24T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/192.168.2.57\/index.php\/2014\/03\/25\/home_n1_2014-3\/"},"modified":"2024-07-02T11:23:58","modified_gmt":"2024-07-02T09:23:58","slug":"home_n1_2014-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/2014\/03\/25\/home_n1_2014-3\/","title":{"rendered":"Inviare l&#8217;impronta all&#8217;Agenzia delle Entrate"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-content\"><p><strong>Come \u00e8 noto i contribuenti <\/strong>hanno la facolt\u00e0 di conservare la documentazione fiscale di cui sia obbligatoria la tenuta, non solo in modalit\u00e0 cartacea, ma anche in modalit\u00e0 elettronica o sostitutiva.<br \/>\nLaddove tale modalit\u00e0 sia scelta, sono definiti particolari adempimenti al fine di assicurare la &ldquo;regolare tenuta&rdquo; della stessa. Tali adempimenti sono principalmente la periodica firma digitale e marcatura temporale della documentazione [vedi in Infonews n. 2 del 2013], a cadenze differenziate a seconda della tipologia di documentazione conservata, che svolgono principalmente la funzione di cristallizzarne il contenuto a una determinata data e garantirne la riferibilit\u00e0 ad un determinato contribuente. <\/p>\n<p>A tale adempimento si aggiunge poi, a particolari scadenze l&rsquo;adempimento ulteriore del cosiddetto &ldquo;invio dell&rsquo;impronta&rdquo; della documentazione alla Agenzia delle Entrate.<br \/>\nTale ulteriore adempimento ha la duplice funzione da un lato di impossibilitare la tenuta di pi\u00f9 contabilit\u00e0 parallele, (che ben sarebbe possibile firmando e  marcando registri differenti), e dall&rsquo;altro quello di rendere noti all&rsquo;Amministrazione il numero e l&rsquo;identit\u00e0 dei soggetti che hanno deciso di ricorrere alla conservazione sostitutiva della documentazione tributaria, nonch\u00e9 i nomi ed i dati identificativi dei loro responsabili della conservazione e dei soggetti da questi eventualmente incaricati.<\/p>\n<p>Queste poche righe, lungi dal voler essere una guida operativa completa, si propongono di dare qualche breve indicazione sulle modalit\u00e0 concrete con cui si procede ad assolvere a tale particolare adempimento e su alcune questioni pratiche. Tali adempimenti infatti se spesso sono assolti dagli abituali consulenti fiscali delle parti, non di meno possono interessare il Notaio, sia indirettamente che direttamente. Da un lato laddove egli sia chiamato a verificare la &ldquo;regolare tenuta&rdquo; di scritture contabili ai fini dell&rsquo;emissione di estratti autentici, secondo la tesi pi\u00f9 rigorosa non potr\u00e0 esimersi dal verificare anche il corretto invio della prescritta impronta, per lo meno nei casi in cui il termine per il relativo invio sia scaduto. Dall&rsquo;altro, e proprio anche al fine di agevolare l&rsquo;emissione di estratti autentici da utilizzare nel processo monitorio accade sempre pi\u00f9 spesso che la figura del &ldquo;Responsabile della Conservazione&rdquo; digitale e quindi del soggetto tenuto anche ai relativi adempimenti di corretta conservazione e quindi anche di invio delle impronte, sia un Notaio.<\/p>\n<p><strong>Le fonti.<\/strong> La conservazione digitale dei documenti tributari per quello che qui interessa \u00e8 regolata principalmente Decreto Ministeriale del Ministero dell&rsquo;Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004. Tale norma prevede all&rsquo;articolo 5 che &ldquo;il soggetto interessato o il responsabile della conservazione, ove designato, al fine di estendere la validit\u00e0 dei documenti informatici trasmette alle competenti Agenzie fiscali, l&rsquo;impronta dell&rsquo;archivio informatico oggetto della conservazione, la relativa sottoscrizione elettronica e la marca temporale.&rdquo; Solo con il successivo provvedimento n.2010\/143663 dell&rsquo;Agenzia delle Entrate si \u00e8 tuttavia chiuso il cerchio normativo che ha consentito l&rsquo;effettiva operativit\u00e0 dell&rsquo;onere in questione. Con detto provvedimento infatti sono state finalmente definite le modalit\u00e0 concrete di formazione e di invio dell&rsquo;impronta, stabilendo altres\u00ec tutte le ulteriori informazioni a corredo da inviare.<\/p>\n<p><strong>Come avviene la comunicazione? <\/strong>La comunicazione pu\u00f2 essere effettuata esclusivamente per via telematica, o direttamente tramite il servizio Entratel o Fisconline, oppure a mezzo degli intermediari abilitati.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le scadenze?<\/strong> La comunicazione deve avvenire entro il quarto mese successivo alla scadenza del termine per la presentazione delle dichiarazioni fiscali dell&rsquo;annualit\u00e0 di riferimento. Esemplificando l&rsquo;impronta relativa alla documentazione fiscale dell&rsquo;anno 2013,&nbsp;la cui dichiarazione fiscale deve essere presentata entro il 30 settembre 2014, dovr\u00e0 essere spedita entro i quattro mesi successivi, e quindi entro e non oltre la data del 31 gennaio 2015.<\/p>\n<p><strong>Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;impronta dell&#8217;archivio informatico? <\/strong>Prima di affrontare gli aspetti tecnici relativi alla generazione e alla trasmissione dell&#8217;impronta dell&#8217;archivio informatico, \u00e8 opportuno chiarire cosa sia materialmente un&#8217;impronta informatica di un file. <br \/>\nCon il termine impronta (o anche digest o hash) si intende una determinata sequenza di caratteri esadecimali (ovvero in base 16, e quindi numeri da &ldquo;0&rdquo; a &ldquo;9&rdquo; e caratteri da &ldquo;a&rdquo; ad &ldquo;f&rdquo;) ottenuta applicando una funzione di calcolo, detta funzione di hash, al file. Uno stesso file a cui \u00e8 applicata la stessa funzione di hash genera sempre la medesima impronta. Per converso, semplificando leggermente \u00e8 poi possibile dire che &#8211; almeno ai nostri fini &#8211; ogni impronta sia sostanzialmente univoca per ogni file. Un esempio di impronta pu\u00f2 essere un insieme di caratteri esadecimali (come ad esempio  3d1674418dafc257ac8f5e8746c55e33240a95f93e8a26a3408c41fb42ba90f1) che vengono  generati applicando una determinata funzione cosiddetta di hash (nel caso dell&rsquo;esempio si tratta dell&rsquo;hash SHA256 della parola &ldquo;Notaio&rdquo;). Tale funzione \u00e8 univoca, vale a dire che con le conoscenze attuali non \u00e8 possibile risalire dall&rsquo;impronta al file a cui la stessa si riferisce.<br \/>\nE&rsquo; possibile calcolare anche on line impronte dei file pi\u00f9 disparati ad esempio collegandosi all&rsquo;URL <a href=\"http:\/\/www.fileformat.info\/tool\/hash.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>http:\/\/www.fileformat.info\/tool\/hash.htm<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Come viene generata l&rsquo;impronta? <\/strong>Anche qui un esempio pu\u00f2 essere di aiuto. Si prenda in esame un&rsquo;impresa che adotti la conservazione sostitutiva di tutto il ciclo attivo di fatturazione. A norma dell&rsquo;art.3 del D.M.23 gennaio 2004, a tale documentazione dovr\u00e0 essere apposta con cadenza quindicinale la firma digitale e la marca temporale.<br \/>\nA fine anno, l&rsquo;impresa si trover\u00e0 ad avere pertanto 24 file firmati digitalmente. Di tali file dovr\u00e0 quindi essere calcolata l&rsquo;impronta, e dovranno essere riuniti in un unico file al fine di avere un unico archivio, il cosiddetto &ldquo;file impronte&rdquo;.<br \/>\nTale file dovr\u00e0 essere quindi firmato digitalmente, e quindi su di esso dovr\u00e0 essere calcolata una nuova impronta. Ultimo passaggio \u00e8 ancora la marcatura temporale del file firmato.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 possibile compilare la comunicazione da inviare all&rsquo;Agenzia delle Entrate, inserendoci anche l&rsquo;impronta e la marca temporale.<br \/>\nOperativamente si dovr\u00e0 generare una comunicazione, in formato &ldquo;XML&rdquo; da trasmettere telematicamente all&#8217;Agenzia delle Entrate.<br \/>\nLe indicazioni e le modalit\u00e0 operative si possono reperire sul sito dell&#8217;Agenzia, nella sezione &quot;Cosa devi fare &#8211; Comunicare dati &#8211; Comunicazione dell&#8217;impronta dei documenti informatici&quot;. <br \/>\nSempre sul sito dell&rsquo;Agenzia, \u00e8 possibile scaricare lo schema &quot;xsd&quot; che definisce la struttura e le regole formali per la compilazione della comunicazione, e la procedura di controllo utilizzata per verificare la conformit\u00e0 del file da inviare telematicamente.<\/p>\n<p><strong>Come avviene la verifica? <\/strong>Prima del materiale invio, le comunicazioni devono essere verificate con una apposita procedura. Tale controllo \u00e8 volto ad accertare la correttezza formale delle informazioni che verranno trasmesse.<br \/>\nSul sito dell&rsquo;Agenzia, nella sezione &ldquo;Strumenti &#8211; Procedure di Controllo &#8211; Modelli di Comunicazione&rdquo; \u00e8 possibile trovare e scaricare l&rsquo;apposito software gratuito deputato a tale controllo formale dei file da inviare, presente sia per piattaforma Windows che Macintosh.<br \/>\nTale controllo pu\u00f2 anche essere effettuato dal men\u00f9 &quot;Documenti&quot; dell&#8217;applicazione Entratel o dalla funzione &quot;Prepara file&quot; dell&#8217;applicazione &quot;FileInternet&quot;. <br \/>\nSe il controllo va a buon fine, l&rsquo;applicativo produce un file che a sua volta dovr\u00e0 essere firmato prima di essere inviato. Per gli utenti Entratel tale file viene generato nella cartella &quot;Entrateldocumenticontrollati&quot;, mentre, per gli utenti Fisconline, in quella &quot;Uniconlineinvio&quot;.<\/p>\n<p><strong>Cosa contiene la comunicazione? <\/strong>Come si accennava la comunicazione dell&rsquo;impronta ha la funzione sia di rendere impossibile la tenuta di pi\u00f9 contabilit\u00e0 parallele, ma ha altres\u00ec la funzione di rendere edotta l&rsquo;amministrazione di tutta una serie di altri dati e segnatamente:<\/p>\n<p>&#8211; i dati identificativi del soggetto interessato, del responsabile della conservazione e del soggetto eventualmente da quest&rsquo;ultimo delegato;<br \/>\n&#8211; l&rsquo;elenco delle tipologie documentali a cui l&rsquo;impronta si riferisce, vale a dire le quantit\u00e0 per ciascuna tipologia e la data di prima ed ultima emissione relativa a ciascuna tipologia documentale; questo particolare \u00e8 importante in quanto non scoraggia il contribuente,  che spesso invece teme di dover anticipare all&#8217;Agenzia il contenuto dei propri documenti;<br \/>\n&#8211; l&rsquo;indicazione del luogo in cui \u00e8 conservata la documentazione a cui l&rsquo;impronta si riferisce;<br \/>\n&#8211; la marca temporale.<\/p>\n<p><strong>Come viene ricevuta? <\/strong>L&rsquo;Agenzia delle Entrate, in fase di ricezione, effettuer\u00e0 una ulteriore verifica di congruenza tra l&#8217;impronta e la marca temporale, verificando che l&rsquo;impronta coincida con quella all&rsquo;interno della marca temporale.<br \/>\n\u00c8 pertanto necessario che l&#8217;impronta del documento che viene inserita nella comunicazione sia calcolata con lo stesso algoritmo (ad esempio SHA256) utilizzata nel processo di marcatura temporale del documento stesso. <br \/>\nUna volta che il file viene correttamente acquisito, il mittente pu\u00f2 scaricare una ricevuta protocollata che attesta l&rsquo;avvenuta corretta ricezione. Anche in caso di scarto del file viene emessa corrispondente ricevuta, questa volta negativa con indicato anche il motivo dello scarto.<\/p>\n<p><strong>Se si fa un errore? <\/strong>Qualora si verifichino errori nell&rsquo;invio (ad esempio invio dell&rsquo;impronta formalmente corretta, ma riferentesi a file per errore diversi), \u00e8 possibile correggere e sostituire l&rsquo;impronta inviata, a condizione che tale sostituzione avvenga nei 30 giorni successivi. La sostituzione ovviamente comporta l&rsquo;automatica cancellazione ed annullamento del file precedentemente inviato.<\/p>\n<p><strong>E se occorre operare il &ldquo;riversamento sostitutivo&rdquo;? <\/strong>Un&rsquo;ultima postilla occorre per il caso in cui si debba ricorrere al cosiddetto &ldquo;riversamento sostitutivo&rdquo; . Come noto esso \u00e8 il processo che trasferisce i documenti da un supporto di memorizzazione ad un altro, modificando per\u00f2 la loro rappresentazione informatica.<br \/>\nIn sostanza la semantica del dato non muta, ma muta la sua rappresentazione informatica. Ne deriva pertanto che a seguito di una tale operazione una eventuale impronta nel frattempo inviata non sar\u00e0 pi\u00f9 coerente con la mutata evidenza informatica e pertanto perde valore. Con la Circolare 5\/E del 29 febbraio 2012 l&rsquo;Agenzia delle Entrate ha stabilito che i contribuenti che hanno proceduto al riversamento sostitutivo debbono entro quattro mesi dal completamento dello stesso, provvedere ad inviare all&rsquo;Agenzia una nuova impronta della documentazione interessata dal riversamento. Oggetto di tale comunicazione debbono essere le medesime tipologie documentali gi\u00e0 comunicate in origine nella comunicazione ora da sostituire, che devono essere elencate anche nel medesimo ordine. Attenzione! Secondo quanto indicato dall&rsquo;Agenzia, la comunicazione sostitutiva non pu\u00f2 essere corretta nei 30 giorni successivi, come accade invece per la comunicazione principale.<br \/>\nA questo punto buon invio a tutti!<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto i contribuenti hanno la facolt\u00e0 di conservare la documentazione fiscale di cui sia obbligatoria la tenuta, non solo in modalit\u00e0 cartacea, ma anche in modalit\u00e0 elettronica o sostitutiva.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","footnotes":""},"categories":[202],"tags":[413],"class_list":["post-5175","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-come-fare-per","tag-newsletter-infonews-del-25-03-2014-n-1"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5175"}],"collection":[{"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5175"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5175\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5682,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5175\/revisions\/5682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}